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	<title>Studio Legale Prof. Avv. Sido Bonfatti</title>
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		<title>Responsabilità per “danno erariale” delle banche e delle imprese per indebito ricorso al “credito pubblico”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[SIDO BONFATTI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 10:37:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Note a sentenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prof. Avv. Sido Bonfatti L’emergenza sanitaria provocata dalla crisi pandemica da “Covid-19” impose l’avvio di un programma di sostegno all’economia, che si tradusse in una poderosa prestazione di “garanzie pubbliche”&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://iuris.mo.it/responsabilita-per-danno-erariale-delle-banche-e-delle-imprese-per-indebito-ricorso-al-credito-pubblico/">Responsabilità per “danno erariale” delle banche e delle imprese per indebito ricorso al “credito pubblico”</a> proviene da <a href="https://iuris.mo.it">Studio Legale Prof. Avv. Sido Bonfatti</a>.</p>
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					<p class="elementor-heading-title elementor-size-default">Prof. Avv. Sido Bonfatti</p>				</div>
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												<a class="elementor-accordion-title" tabindex="0">L’emergenza sanitaria provocata dalla crisi pandemica da “Covid-19” impose l’avvio di un programma di sostegno all’economia, che si tradusse in una poderosa prestazione di “garanzie pubbliche” (MCC; SACE; Fondo PMI) per favorire il ricorso delle imprese al credito bancario...<em><strong>continua a leggere.</em></strong></a>
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					<div id="elementor-tab-content-1462" class="elementor-tab-content elementor-clearfix" data-tab="2" role="region" aria-labelledby="elementor-tab-title-1462"><p>Alla data del 5 giugno 2020 una indagine condotta dalla Banca d’Italia “<em>presso un campione di banche</em>” (quindi: non <em><strong>tutte</strong></em> le banche, ma soltanto “un <em>campione</em>”) evidenziava che le banche interpellate (quindi, soltanto quelle appartenenti al “<em>campione</em>“ ) “<em>avevano ricevuto circa <strong>850.000 domande di finanziamento</strong> con garanzia del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI&#8230;. per un controvalore di <strong>circa 55 miliardi di euro</strong></em>. <em>Circa il 62% delle richieste ha dato origine all’erogazione di finanziamenti a quella stessa data</em>”<sup>1</sup>.</p><p>In occasione della Audizione davanti alle Commissioni riunite VI (Finanze) e X (Attività produttive) della Camera dei Deputati, che si era tenuta in data 27 aprile 2020, il Capo del Servizio Struttura Economica della Banca d&#8217;Italia aveva osservato che “<em>un altro tema importante riguarda(va) la rapidità di attuazione delle norme</em> ..”, ed osservava che il decreto-legge “<em>non esclude</em>(va) <em>la possibilità di una valutazione di merito da parte dei finanziatori</em>”, che ovviamente era causa di ritardi pregiudizievoli: conseguentemente aveva suggerito di “<em>fare leva su una maggiore responsabilizzazione del potenziale prenditore, utilizzando <strong>l’autocertificazione</strong> per attestare la sussistenza dei requisiti per l’accesso al finanziamento</em>. <em>Rendendo più chiari i presupposti e riducendo quindi gli ambiti di discrezionalità dei soggetti finanziatori si velocizzerebbe il processo di erogazione, arginando il rischio legale per la banca</em>”.</p><p>Subito dopo, nel maggio del 2020, in sede di conversione in legge del d. l. n. 23/2020 (“decreto liquidità”), all’originario articolo 1 si aggiungeva l’articolo 1-bis, il quale dispone che “<em>Le richieste di nuovi finanziamenti.. devono essere integrate da una <strong>dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà</strong>&#8230;. con la quale il titolare o legale rappresentante dell’impresa richiedente, sotto la propria responsabilità, dichiara …. che i dati aziendali forniti su richiesta dell’intermediario finanziario sono veritieri e completi”; </em>ed al quinto comma precisa<em>:</em> “&#8230; <em>Per la verifica degli elementi attestati dalla dichiarazione sostitutiva prevista dal presente articolo il soggetto che eroga il finanziamento <strong>non è tenuto a svolgere accertamenti ulteriori</strong> rispetto alla <strong>verifica formale</strong> di quanto dichiarato</em>”.<br /> <br />Da qui la velocizzazione delle pratiche di istruttoria dei finanziamenti assistiti da “garanzie pubbliche” che avrebbe portato, come detto, alla istruttoria in pochi mesi di circa 850.000 domande di finanziamento con garanzia del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, per un controvalore di circa 55 miliardi di euro, soltanto da parte delle banche “campionate” dalla Banca d’Italia.</p><p>Il ricorso al “credito pubblico” ha registrato fenomeni di “abuso”: la Corte dei Conti-Sezione Riunite in sede di controllo riferisce, nel <em>Quaderno n. 2</em> della serie <em>I quaderni del Rapporto sul Coordinamento della finanza pubblica &#8211; Le garanzie pubbliche, 2025, p. 31, che “nell&#8217;ambito della tutela delle risorse finanziarie pubbliche, erogate quali incentivi alle imprese, nel 2024 la Guardia di Finanza ha effettuato numerosi interventi contestando finanziamenti assistiti da garanzia statale non spettante<strong> per un ammontare di 98, 6 milioni</strong></em>”.<br />Il fenomeno ha dato vita ad un orientamento giurisprudenziale (dei giudici amministrativi della Corte dei Conti) che individua una responsabilità per “danno erariale” per le imprese che hanno ricorso al “credito pubblico” senza averne i requisiti (ovvero, più spesso, hanno utilizzato le risorse ricevute per fini diversi da quelli previsti dalla legge), e per le banche che hanno proceduto all’erogazione dei finanziamenti assistiti da garanzie pubbliche <strong>senza un preventivo accertamento del “merito creditizio“ dell’impresa finanziata.</strong><br />Il fenomeno, poi, rileva anche sul piano penale, essendo stato ritenuto applicabile alla fattispecie descritta l’articolo 316 ter del codice penale (“<em>Indebita percezione di erogazioni pubbliche</em>”), secondo il quale “<em>salvo che il fatto costituisca il reato previsto dall’articolo 640 bis, chiunque mediante l’utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero mediante l’omissione di informazioni dovute, consegue indebitamente, per sé o per altri, contributi, sovvenzioni, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati dallo Stato, da altri enti pubblici o dalle comunità europee, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni</em>”.<br />Da qui il possibile concorso della banca finanziatrice – <em>rectius</em>: dei suoi dipendenti, ovvero dei componenti degli Organi di Amministrazione, trattandosi di responsabilità (anche) <em>personali</em> &#8211; tanto nell’illecito risarcitorio del “danno <em>erariale</em>”, quanto nell’illecito penale della indebita percezione di erogazioni pubbliche.<br /> </p><div style="margin-top: 5px;"><p><span style="font-size: 13px; line-height: 17px; color: #717062;"><sup>1</sup>Banca d&#8217;Italia, Finanziamenti garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, 17 giugno 2020</span></p></div></div>
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		<title>La natura giuridica del “castelletto“ bancario  in materia di revocatoria delle “rimesse“ e di prescrizione dell’azione di ripetizione di indebitoCorte di Cassazione, Sez. I Civile, 5 dicembre 2025, n. 31821</title>
		<link>https://iuris.mo.it/la-natura-giuridica-del-castelletto-bancario-in-materia-di-revocatoria-delle-rimesse-e-di-prescrizione-dellazione-di-ripetizione-di-indebito-corte-di-cass/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SIDO BONFATTI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 10:18:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Note a sentenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avv. Alessia Grassigli – “Studio legale del prof. Avv. Sido Bonfatti” La Suprema Corte, con la pronuncia in oggetto, affronta il tema della decorrenza della prescrizione nelle azioni di ripetizione&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://iuris.mo.it/la-natura-giuridica-del-castelletto-bancario-in-materia-di-revocatoria-delle-rimesse-e-di-prescrizione-dellazione-di-ripetizione-di-indebito-corte-di-cass/">La natura giuridica del “castelletto“ bancario  in materia di revocatoria delle “rimesse“ e di prescrizione dell’azione di ripetizione di indebito&lt;div style=&#039;margin-top:5px;&#039;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:13px;line-height: 17px; color: #717062;&quot;&gt;&lt;br&gt;Corte di Cassazione, Sez. I Civile, 5 dicembre 2025, n. 31821</a> proviene da <a href="https://iuris.mo.it">Studio Legale Prof. Avv. Sido Bonfatti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="10266" class="elementor elementor-10266" data-elementor-post-type="post">
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					<p class="elementor-heading-title elementor-size-default">Avv. Alessia Grassigli – “Studio legale del prof. Avv. Sido Bonfatti”</p>				</div>
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												<a class="elementor-accordion-title" tabindex="0">La Suprema Corte, con la pronuncia in oggetto, affronta il tema della decorrenza della prescrizione nelle azioni di ripetizione d’indebito su conto corrente ed in particolare ne analizza il dies a quo laddove siano presenti sia affidamenti tecnici, ossia i cd. “castelletti”, che aperture di credito...<em><strong>continua a leggere.</em></strong></a>
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					<div id="elementor-tab-content-1972" class="elementor-tab-content elementor-clearfix" data-tab="2" role="region" aria-labelledby="elementor-tab-title-1972"><p> </p><p>Tesi della Banca è che, ai fini dell’individuazione delle rimesse solutorie, sia necessario tenere distinte l’apertura di credito (fido di cassa) dai fidi di altra natura (castelletti o sconti effetti). <br />Solo con l’apertura di credito si viene a creare un’immediata e incondizionata disponibilità di credito in favore del correntista, il quale potrà effettuare rimesse ripristinatorie della provvista fino alla scadenza o risoluzione del contratto, trovando così applicazione i principi espressi dalla Suprema Corte 24418/2010. Il castelletto di sconto o il fido per smobilizzo crediti non attribuiscono, invece, al cliente la facoltà di disporre con immediatezza di una determinata somma di denaro, ma sono esclusivamente fonte per la banca dell’obbligo di accettazione per lo sconto, entro un predeterminato ammontare, dei titoli che l’affidatario presenterà. <br />Se le operazioni di anticipazione non concorrono a determinare un fido rilevante ai fini dell’individuazione delle rimesse solutorie, i conti anticipi o i fidi tecnici non potranno essere assimilati né sommati, nemmeno ai fini della prescrizione, all’apertura di credito di cui alle SS.UU 24418/2010, posto che non consentono una immediata ed incondizionata disponibilità di credito.</p><p>In accoglimento del motivo di ricorso, la Corte di Cassazione ha ribadito il principio di diritto già affermato in tema di revocatoria fallimentare, ritenendolo applicabile anche ove il cliente agisca in sede di ripetizione d’indebito e la banca eccepisca la prescrizione: “<em>in caso di castelletto di sconto, o fido per smobilizzo crediti, non sussiste la copertura di un conto corrente bancario in quanto essi, a differenza del contratto di apertura di credito, non attribuiscono al cliente della banca la facoltà di disporre con immediatezza di una determinata somma di danaro, ma sono solo fonte, per l&#8217;istituto di credito, dell&#8217;obbligo di accettazione per lo sconto, entro un predeterminato ammontare, dei titoli che l&#8217;affidato presenterà. Deriva da quanto precede, pertanto, che ai fini dell&#8217;esercizio della detta azione le rimesse effettuate su tale conto dal cliente poi fallito hanno carattere solutorio ove, nel corso del rapporto il correntista abbia sconfinato il limite di affidamento concessogli con il diverso contratto di apertura di credito. Tale distinzione non viene meno se tra le due linee di credito sia stabilito un collegamento di fatto, nel senso che i ricavi conseguiti attraverso sconti e anticipazioni siano destinati a confluire nel conto corrente di corrispondenza, trattandosi di meccanismo interno di alimentazione del conto attraverso le rimesse provenienti dalle singole operazioni di smobilizzo crediti, alla stregua di qualunque altra rimessa di diversa provenienza.</em>” (Cass. sez. I, 11/05/2016, n.9621; Cass. civ., sez. I, sez. I, 13/01/2022, n.926; Cass. 13510/2015; Cass. 12306/2010).</p><p>Ha, quindi, ribadito che <strong>il termine di prescrizione per l&#8217;azione di ripetizione di addebiti nulli nei conti anticipi o alla presenza di “castelletti” decorre dalla data del pagamento, ossia dalla data dell&#8217;incasso o dell&#8217;addebito in conto corrente</strong>, specificando che:  “<em>i conti anticipi e i fidi tecnici non possono essere assimilati, né sommati, nemmeno ai fini della prescrizione, all’apertura di credito, dal momento che non consentono una immediata e incondizionata disponibilità di credito. E anche ove esista un collegamento di fatto, nel senso che i ricavi conseguiti attraverso sconti e anticipazioni siano destinati a confluire nel conto corrente che riflette l’apertura di credito, le diverse forme tecniche non mutano la loro natura e il castelletto, pur regolato nel medesimo conto, non rappresenta una forma di utilizzazione dell’apertura di credito</em>”.</p></div>
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		<p>L'articolo <a href="https://iuris.mo.it/la-natura-giuridica-del-castelletto-bancario-in-materia-di-revocatoria-delle-rimesse-e-di-prescrizione-dellazione-di-ripetizione-di-indebito-corte-di-cass/">La natura giuridica del “castelletto“ bancario  in materia di revocatoria delle “rimesse“ e di prescrizione dell’azione di ripetizione di indebito&lt;div style=&#039;margin-top:5px;&#039;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:13px;line-height: 17px; color: #717062;&quot;&gt;&lt;br&gt;Corte di Cassazione, Sez. I Civile, 5 dicembre 2025, n. 31821</a> proviene da <a href="https://iuris.mo.it">Studio Legale Prof. Avv. Sido Bonfatti</a>.</p>
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		<title>L’onere probatorio nelle azioni di ripetizione di indebito del correntista bancarioCASSAZIONE CIVILE, SEZ. I, 29 DICEMBRE 2025, N. 34637 &#8211; PRES. SCODITTI, REL. VITRÒ</title>
		<link>https://iuris.mo.it/lonere-probatorio-nelle-azioni-di-ripetizione-di-indebito-del-correntista-bancariocassazione-civile-sez-i-29-dicembre-2025-n-34637-pres-scoditti-rel-vitro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SIDO BONFATTI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 09:51:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Note a sentenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avv. Alessia Grassigli, Studio legale del prof.avv. Sido Bonfatti La Suprema Corte, con la pronuncia in oggetto, affronta il tema dell’onere probatorio nelle azioni di ripetizione d’indebito promosse dal correntista&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://iuris.mo.it/lonere-probatorio-nelle-azioni-di-ripetizione-di-indebito-del-correntista-bancariocassazione-civile-sez-i-29-dicembre-2025-n-34637-pres-scoditti-rel-vitro/">L’onere probatorio nelle azioni di ripetizione di indebito del correntista bancario&lt;div style=&#039;margin-top:5px;&#039;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:13px;line-height: 17px; color: #717062;&quot;&gt;&lt;br&gt;CASSAZIONE CIVILE, SEZ. I, 29 DICEMBRE 2025, N. 34637 &#8211; PRES. SCODITTI, REL. VITRÒ</a> proviene da <a href="https://iuris.mo.it">Studio Legale Prof. Avv. Sido Bonfatti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="10300" class="elementor elementor-10300" data-elementor-post-type="post">
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					<p class="elementor-heading-title elementor-size-default">Avv. Alessia Grassigli, Studio legale del prof.avv. Sido  Bonfatti
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												<a class="elementor-accordion-title" tabindex="0">La Suprema Corte, con la pronuncia in oggetto, affronta il tema dell’onere probatorio nelle azioni di ripetizione d’indebito promosse dal correntista nei confronti della banca......<em><strong>continua a leggere.</em></strong></a>
					</div>
					<div id="elementor-tab-content-6872" class="elementor-tab-content elementor-clearfix" data-tab="2" role="region" aria-labelledby="elementor-tab-title-6872"><p>La ricorrente ha sostenuto, in sede di legittimità, che sia il Tribunale che la Corte d’Appello avrebbero errato nel ritenere necessaria, nella causa di ripetizione di indebito, la produzione dei contratti bancari.</p><p>La difesa della Banca ha viceversa ribadito che, laddove sia stata richiesta una declaratoria di illegittimità della <span style="text-decoration: underline;">clausola contrattuale</span> disciplinante il pagamento di interessi anatocistici ovvero commisurati a tasso ultralegale, <span style="text-decoration: underline;">non</span> è sufficiente dimostrare l&#8217;avvenuto pagamento degli stessi con la produzione degli estratti conto, ma occorre che il correntista provi l&#8217;illegittimità delle cause contestate con la produzione dei contratti nelle quali le stesse sarebbero riportate.</p><p>La Corte di Cassazione, in adesione alle difese svolte dall’Istituto di credito, ha ribadito la correttezza delle pronunce del giudice di primo grado e del giudice d’appello, a proposito dell’accertamento del mancato adempimento dell’onere probatorio ricadente sul correntista: la mancanza della produzione del contratto di conto corrente che avrebbe contenuto le clausole contestate &#8211; spiega la Corte Suprema &#8211; non permette di effettuare il riscontro tra le accuse di illegittimità dei vari addebiti per interessi ultralegali, commissioni di varia natura, spese applicate, ecc., e le clausole contrattuali di riferimento.</p><p>La decisione in commento ha, quindi, confermato l’orientamento espresso fino ad oggi, secondo il quale “<em>il cliente che agisca per ottenere la restituzione delle somme indebitamente versate in presenza di clausole nulle ha l&#8217;onere di provare l&#8217;inesistenza della causa giustificativa dei pagamenti effettuati mediante la produzione del contratto che contiene siffatte clausole</em>”. (Cass. 09.03.2021, n. 6480 e Cass. 16.10.2024, n. 26867), affermando ulteriormente come non siano rilevanti “<em>i richiami giurisprudenziali della ricorrente a decisioni che ammettono la possibilità di ricostruzione contabile, da parte del CTU, anche in caso di documentazione contabile lacunosa, perché tali decisioni fanno riferimento alla produzione di estratti conto e documentazione contabile in genere, mentre nel presente caso a mancare è il contratto fondamentale per l’effettuazione delle verifiche su descritte</em>”.</p></div>
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		<p>L'articolo <a href="https://iuris.mo.it/lonere-probatorio-nelle-azioni-di-ripetizione-di-indebito-del-correntista-bancariocassazione-civile-sez-i-29-dicembre-2025-n-34637-pres-scoditti-rel-vitro/">L’onere probatorio nelle azioni di ripetizione di indebito del correntista bancario&lt;div style=&#039;margin-top:5px;&#039;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:13px;line-height: 17px; color: #717062;&quot;&gt;&lt;br&gt;CASSAZIONE CIVILE, SEZ. I, 29 DICEMBRE 2025, N. 34637 &#8211; PRES. SCODITTI, REL. VITRÒ</a> proviene da <a href="https://iuris.mo.it">Studio Legale Prof. Avv. Sido Bonfatti</a>.</p>
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		<item>
		<title>Si parla di crisi d&#8217;impresa in un convegno al Malaguzzi</title>
		<link>https://iuris.mo.it/si-parla-di-crisi-dimpresa-in-un-convegno-al-malaguzzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Acme]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2023 10:18:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[crisi d'impresa]]></category>
		<category><![CDATA[FONDI COMUNI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reggio Emilia &#8220;Gli accordi di ristrutturazione dei debiti nel codice della crisi: attualità e prospettive&#8221; è il titolo dell&#8217;appuntamento nazionale che si terrà oggi al Centro internazionale Loris malaguzzi dalle&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://iuris.mo.it/si-parla-di-crisi-dimpresa-in-un-convegno-al-malaguzzi/">Si parla di crisi d&#8217;impresa in un convegno al Malaguzzi</a> proviene da <a href="https://iuris.mo.it">Studio Legale Prof. Avv. Sido Bonfatti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="10046" class="elementor elementor-10046" data-elementor-post-type="post">
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									<p>&#8220;Gli accordi di ristrutturazione dei debiti nel codice della crisi: attualità e prospettive&#8221; è il titolo dell&#8217;appuntamento nazionale che si terrà oggi al Centro internazionale Loris malaguzzi dalle 9.00 alle 19.00. </p>								</div>
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									<p>Promosso dagli Ordini professionali dei Commercialisti e degli Avvocati reggiani insieme al centro studi di Diritto fallimentare di Modena, il convegno giunto alla sua diciannovesima edizione, si avvale del prestigioso coordinamento scientifico a cura del professor Sido Bonfatti dell&#8217;Università di Modena e reggio Emilia, oltre che presidente del centro studi di Diritto fallimentare di Modena.</p>								</div>
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									<p>Un parterre di altissimo profilo tra commercircialisti, magistrati, avvocati, imprenditori e docenti si con­fronterà sui risultali delle misure volte a fornire alle imprese in difficoltà strumenti nuovi per affrontare e risolvere le situazioni di squilibrio economico-pa­trimoniale che appaiono reversibili.  L&#8217;obiettivo primario del codice della crisi è quello di prevenire l&#8217;insolvenza, evi­tare la crisi, e quindi la liqui­dazione delle imprese sa­ne.<br />Attraverso strumenti giu­ridici e anche stragiudizia­li, messi a disposizione dell&#8217;imprenditore per supe­rare il momento di difficoltà, il ruolo dei professioni­sti diventa determinante.  Gli accordi di ristruttura­zione dei debiti, dell&#8217;attua­le scenario normativo, rap­presentano un efficace strumento per l&#8217;impresa con un&#8217;esposizione debitoria nei confronti di un limitato numero di creditori. La sua ratio è di consenti­re il salvataggio dell&#8217;impresa e di sanare la crisi, garantendo ai creditori non aderenti l&#8217;integrale soddisfazione del credito.  Con l&#8217;accordo di ristrutturazione è l&#8217;imprenditore stesso che continua a diri­gere la propria impresa e il suo patrinionio è assistito da alcune tutele, per con­sentirgli di realizzare il risanamento. La giornata di studio, di notevole importanza sia per i temi trattati che per la presenza di relatori illustri, è realizzata in collaborazio­ne con il Centro Studi Dirit­to del la Crisi e dell&#8217;insolvenza e la rivista Diritto della Crisi. </p>								</div>
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		<p>L'articolo <a href="https://iuris.mo.it/si-parla-di-crisi-dimpresa-in-un-convegno-al-malaguzzi/">Si parla di crisi d&#8217;impresa in un convegno al Malaguzzi</a> proviene da <a href="https://iuris.mo.it">Studio Legale Prof. Avv. Sido Bonfatti</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ferrarini, si alla proposta di concordato da 75% classi creditori</title>
		<link>https://iuris.mo.it/ferrarini-si-alla-proposta-di-concordato-da-75-classi-creditori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SIDO BONFATTI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2023 12:49:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[FONDI COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[IMMOBILIARE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://iuris.mo.it/?p=9517</guid>

					<description><![CDATA[<p>Viene annunciato dal gruppo Ferrarini il via libera dal 75% delle classi dei creditori alla proposta di concordato. Nella nota dell&#8217;azienda si legge che “la proposta concordataria è stata approvata&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://iuris.mo.it/ferrarini-si-alla-proposta-di-concordato-da-75-classi-creditori/">Ferrarini, si alla proposta di concordato da 75% classi creditori</a> proviene da <a href="https://iuris.mo.it">Studio Legale Prof. Avv. Sido Bonfatti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="9517" class="elementor elementor-9517" data-elementor-post-type="post">
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					<p class="elementor-heading-title elementor-size-default">Viene annunciato dal gruppo Ferrarini il via libera dal 75% delle classi dei creditori alla proposta di concordato. </p>				</div>
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									<p>Nella nota dell&#8217;azienda si legge che “la proposta concordataria è stata approvata dal 75% delle Classi dei creditori (9 Classi di 12) e da una corrispondente percentuale (oltre il 71,96%) dei creditori considerati nel loro complesso”. Il comunicato è stato durante la consegna al Tribunale di Reggio Emilia delle espressioni di voto dei creditori del Concordato Ferrarini.</p>								</div>
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									<p>Il piano di ristrutturazione depositato prevede che, all’esito dell’omologazione del concordato, subentri nel capitale il <strong>gruppo Pini</strong>, primo gruppo italiano nella trasformazione di carni suine italiane, con <strong>Amco</strong> in veste di finanziatore supporting.</p>								</div>
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									<p>“L’omologazione da parte del Tribunale di Reggio Emilia, che si confida possa avvenire entro la fine del 2022, è una tappa decisiva”, spiega il consulente legale del gruppo Ferrarini, <strong>Sido Bonfatti.</strong> “Una volta intervenuto tale provvedimento il Concordato può essere eseguito, nonostante l’eventuale pendenza di controversie davanti ad altri Tribunali. A tal proposito la società non è allo stato a conoscenza di provvedimenti adottati sul reclamo che il creditore che ebbe a proporre una proposta concorrente ha presentato contro il provvedimento del Tribunale di Reggio Emilia. Tribunale che in prossimità della adunanza dei creditori fissata per maggio del 2022 ha dichiarato inammissibile per la seconda volta la proposta concorrente. È prossima quindi la conclusione di una procedura di concordato che si distingue come forse la più lunga di quelle che si ricordano.”</p><p>“Una conclusione – che puntualizza <strong>Alberto Guiotto</strong>, capo dell’advisory department di Agfm, lo studio di consulenza che affianca Ferrarini dal punto di vista societario – che è stata resa possibile esclusivamente dalla circostanza che la gestione dell’impresa Ferrarini in questi quattro anni e mezzo ha generato utili, e non perdite, dimostrando oltre ogni possibile dubbio la capacità anche per il futuro di rimanere sul mercato e di salvaguardare integralmente i livelli occupazionali e l’importante indotto. Indotto che ha creduto in Ferrarini anche nei momenti più difficili, tanto è vero che a favore del concordato si è espresso ben il 76,2% dei fornitori”.</p><p> </p>								</div>
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		<p>L'articolo <a href="https://iuris.mo.it/ferrarini-si-alla-proposta-di-concordato-da-75-classi-creditori/">Ferrarini, si alla proposta di concordato da 75% classi creditori</a> proviene da <a href="https://iuris.mo.it">Studio Legale Prof. Avv. Sido Bonfatti</a>.</p>
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		<title>Crisi e Scadenza Fondi Comuni Immobiliari</title>
		<link>https://iuris.mo.it/crisi-e-scadenza-fondi-comuni-immobiliari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SIDO BONFATTI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 10:58:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[FONDI COMUNI]]></category>
		<category><![CDATA[IMMOBILIARE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le situazioni di “crisi” dei Fondi Comuni di Investimento (immobiliare) e le conseguenze della scadenza del “Fondo” SOMMARIO: 1. La declinazione del diritto di proprietà nei fondi comuni di investimento&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://iuris.mo.it/crisi-e-scadenza-fondi-comuni-immobiliari/">Crisi e Scadenza Fondi Comuni Immobiliari</a> proviene da <a href="https://iuris.mo.it">Studio Legale Prof. Avv. Sido Bonfatti</a>.</p>
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					<p class="elementor-heading-title elementor-size-default">Le situazioni di “crisi” dei Fondi Comuni di Investimento (immobiliare)
e le conseguenze della scadenza del “Fondo”</p>				</div>
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									SOMMARIO: 
1. La declinazione del diritto di proprietà nei fondi comuni di investimento (e nei patrimoni destinati). 1. Premessa. – 
2. “Crisi” e scadenza del Fondo (e del patrimonio destinato). &#8211; II. Le situazioni di “crisi” dei fondi (e dei patrimoni destinati). 
1. Le situazioni di “crisi” delle SGR e le situazioni di “crisi” dei FCI. – 
2. Effetti della “crisi” della SGR sul FCI “in bonis”. – 
3. Segue. Effetti della “crisi” della SGR sul FCI a sua volta versante in una situazione (pregressa ovvero conseguente) di “crisi”. – 
4. Le situazioni di “crisi” dei Fondi Comuni di Investimento diverse dalla “incapienza” (comportante un “pericolo di pregiudizio”). – 5. La “natura giuridica” dei Fondi Comuni di Investimento. – 
6. Fondi Comuni di Investimento e procedure di composizione negoziali delle crisi d’impresa. A) Il “Piano di Risanamento Attestato ex art. 67, co, 3, lett. d), l. fall. (della SGR e del “Fondo”). – 
7. Segue.
B) Lo “Accordo di Ristrutturazione “ex art. 182-bis l. fall. (della SGR e del “Fondo”).
– 
8. Segue. C). Il Concordato preventivo (del Fondo Comune di Investimento). – III.
La scadenza del “fondo”. 1. La problematica della scadenza del termine di durata
del Fondo.– 
2. Le soluzioni della prassi: il “trasferimento di Attività e Passività” e la
“assunzione di Attività e Passività”. &#8211; 3. La prosecuzione del mandato gestorio dopo
la scadenza del Fondo anche per effetto della assunzione di una obbligazione uni-
laterale “atipica”
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									<p><span dir="ltr" role="presentation">1.</span> <span dir="ltr" role="presentation">Premessa.</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">I profili problematici che investono “la proprietà” nel contesto della disci-</span><br role="presentation" /><span dir="ltr" role="presentation">plina dei Fondi Comuni di Investimento (</span><span dir="ltr" role="presentation">FCI</span><span dir="ltr" role="presentation">)</span><span dir="ltr" role="presentation">1</span> <span dir="ltr" role="presentation">derivano principalmente – come si vedrà – dalla dissociazione comunque realizzata tra “titolarità” del<br role="presentation" />diritto (oltretutto, come vedremo, di incerta attribuzione) e “disponibilità” dello<br role="presentation" />stesso (integralmente attribuita ad un soggetto – la Società di Gestione del<br role="presentation" />Risparmio: SGR – che gestisce il Fondo), che: (i) o non ne è il “titolare”;<br role="presentation" />ovvero (ii) ne è il titolare per c.d. solo “formale”, in quanto radicalmente<br role="presentation" />escluso dalla conseguibilità tanto dei proventi della gestione, quanto del ri-<br role="presentation" />sultato finale della stessa.<br role="presentation" />Il problema si pone diversamente per i “patrimoni separati” del diritto co-<br role="presentation" />mune (cfr. art. 2447-bis, lett. a), c.c.). La titolarità di tali patrimoni è indubbia-<br role="presentation" />mente attribuibile alle società per azioni che li abbiano costituiti: ma la rispon-<br role="presentation" />denza degli stessi nei confronti dei creditori, legittimati a considerarli respon-<br role="presentation" />sabili del soddisfacimento delle loro pretese, pare atteggiarsi in termini di-<br role="presentation" />versi da quelli conosciuti dal diritto comune – ivi compreso l’atteggiarsi della<br role="presentation" />responsabilità del patrimonio (separato) della società rispetto alle pretese dei<br role="presentation" />suoi creditori -.<br role="presentation" />Le problematiche originate dalla innovatività dei due istituti sono affrontate<br role="presentation" />in modo più (per i FCI) o meno (per i patrimoni destinati) soddisfacente con<br role="presentation" />riguardo alle attività necessarie per la loro costituzione, e per la successiva<br role="presentation" />gestione dei rapporti e delle attività che ne costituiscano l’oggetto.<br role="presentation" />Risulta invece carente (per i FCI) o sostanzialmente mancante (per i pa-<br role="presentation" />trimoni destinati) una disciplina degli effetti:<br role="presentation" />(i) delle situazioni di “crisi” (per come verranno in appresso specificate); e<br role="presentation" />(ii) della scadenza del regime giuridico speciale che investe i beni ed i<br role="presentation" />diritti che ne sono oggetto.<br role="presentation" />Poiché il primo fenomeno (la “crisi”). &#8230; non è infrequente; e poiché il se-<br role="presentation" />condo fenomeno è inevitabile; può risultare di qualche interesse ricercare<br role="presentation" />una risposta ai quesiti originati dalla denunciata carenza (o mancanza) di<br role="presentation" />disciplina.<br role="presentation" />A tale tentativo sono dedicate le pagine che seguono, che dedicheranno<br role="presentation" />speciale attenzione all’istituto del Fondo Comune di Investimento, con ri-<br role="presentation" />serva di ritornare in una successiva occasione sull’istituto del patrimonio de-<br role="presentation" />stinato.<br role="presentation" />2. “Crisi” e scadenza del Fondo (e del patrimonio destinato).<br role="presentation" />I profili problematici ai quali si è fatto cenno emergono (ovvero sono<br role="presentation" />emersi nella relativamente ridotta esperienza formatasi dalla loro istituzione)<br role="presentation" />con particolare intensità con riguardo a due distinte fattispecie: (i) le situazioni di “crisi” dei Fondi (intendendo per tali sia quelle prospettate dalla<br role="presentation" />condizione di “incapienza” del Fondo per l’insufficienza delle attività a fron-<br role="presentation" />teggiare le passività maturate; sia quelle connesse alla perdita della “conti-<br role="presentation" />nuità aziendale” delle attività esercitate dai – ovvero esercitate attraverso i –<br role="presentation" />Fondi stessi); e (ii) e la scadenza del termine (originario o prorogato) loro<br role="presentation" />assegnato al momento della costituzione.<br role="presentation" />Nello stesso modo, anche le situazioni di “crisi” dei patrimoni destinati,<br role="presentation" />costituiti ai sensi dell’art. 2447-bis lett. a), c.c., propongono interrogativi di<br role="presentation" />non facile soluzione: e la stessa scadenza del termine, che fosse stato ap-<br role="presentation" />posto alla costituzione di un patrimonio separato, produce effetti di non sem-<br role="presentation" />plice individuazione.<br role="presentation" />Occorre ancora segnalare che i due fenomeni presi in considerazione si<br role="presentation" />differenziano – inter alia – anche per i caratteri di eventualità e di necessa-<br role="presentation" />rietà che caratterizzano le problematiche rispettivamente originate.<br role="presentation" />Le situazioni di “crisi” dei Fondi Comuni di Investimento e dei patrimoni<br role="presentation" />separati non sono solo statisticamente circoscritte ad alcune soltanto delle<br role="presentation" />fattispecie interessate (non tutte possono “finire male”): ma soprattutto sono<br role="presentation" />connesse ad un fattore, che è “eventuale”, nel senso di non appartenere ne-<br role="presentation" />cessariamente alla struttura dei due istituti. Trattasi del fattore denominato<br role="presentation" />“leva” (finanziaria), in forza del quale l’attività di gestione del FCI e l’attività<br role="presentation" />di gestione del patrimonio separato possono (ma non necessariamente de-<br role="presentation" />vono) essere sostenute con l’indebitamento verso i terzi. Se ciò non fosse<br role="presentation" />consentito (o, comunque, nelle fattispecie nelle quali, in concreto, non fosse<br role="presentation" />praticato), la situazione di “crisi” si ripercuoterebbe unicamente sulla mag-<br role="presentation" />giore o minore entità del patrimonio residuo finale (del Fondo, ovvero quello<br role="presentation" />separato ex art. 2447-bis, lett. a), c.c.).<br role="presentation" />Il fenomeno della scadenza del termine per il quale il FCI è stato costituito<br role="presentation" />(o del termine apposto alla separazione di una porzione del patrimonio so-<br role="presentation" />ciale ex art. 2447-bis, lett. a), c.c.) rappresenta invece un connotato inevita-<br role="presentation" />bile dell’istituto (per lo meno, se vogliamo, come esso risulta disciplinato dalle<br role="presentation" />norme primarie e regolamentari) : e ciò rende ancor più ingiustificabile la as-<br role="presentation" />soluta mancanza di una disciplina volta a regolare – principalmente – la sorte<br role="presentation" />dei rapporti pendenti, che rappresentano un fenomeno operativamente e giu-<br role="presentation" />ridicamente inevitabile2. 3<br /></span></p>								</div>
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		<p>L'articolo <a href="https://iuris.mo.it/crisi-e-scadenza-fondi-comuni-immobiliari/">Crisi e Scadenza Fondi Comuni Immobiliari</a> proviene da <a href="https://iuris.mo.it">Studio Legale Prof. Avv. Sido Bonfatti</a>.</p>
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		<item>
		<title>Estraneità degli Accordi di Ristrutturazione alla “sfera della concorsualità”, in materia di prededuzione</title>
		<link>https://iuris.mo.it/estraneita-degli-accordi-di-ristrutturazione-alla-sfera-della-concorsualita-in-materia-di-prededuzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SIDO BONFATTI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 10:31:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sfera della concorsualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trib. Reggio Emilia, 19-07-2018. Pres. PARISOLI Francesco. Rel. STANZANI MASERATI Niccolò Fallimento – Crediti derivanti da prestazioni poste in essere in esecuzione di un “Accordo di Ristrutturazione” – Prededucibilità nel&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://iuris.mo.it/estraneita-degli-accordi-di-ristrutturazione-alla-sfera-della-concorsualita-in-materia-di-prededuzione/">Estraneità degli Accordi di Ristrutturazione alla “sfera della concorsualità”, in materia di prededuzione</a> proviene da <a href="https://iuris.mo.it">Studio Legale Prof. Avv. Sido Bonfatti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4719" class="elementor elementor-4719" data-elementor-post-type="post">
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									<p>Trib. Reggio Emilia, 19-07-2018. Pres. PARISOLI Francesco. Rel. STANZANI MASERATI Niccolò Fallimento – Crediti derivanti da prestazioni poste in essere in esecuzione di un “Accordo di Ristrutturazione” – Prededucibilità nel fallimento consecutivo – Esclusione. Fallimento – Crediti derivanti dalla proroga di pretese di natura commerciale – Natura giuridica di “finanziamenti” ai sensi e per gli effetti degli art. 182-quater e 182-quinquies l. fall. – Esclusione – Collocabilità in prededuzione nell’ambito dello “Accordo di Ristrutturazione” ex art. 182-bis</p>								</div>
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		<p>L'articolo <a href="https://iuris.mo.it/estraneita-degli-accordi-di-ristrutturazione-alla-sfera-della-concorsualita-in-materia-di-prededuzione/">Estraneità degli Accordi di Ristrutturazione alla “sfera della concorsualità”, in materia di prededuzione</a> proviene da <a href="https://iuris.mo.it">Studio Legale Prof. Avv. Sido Bonfatti</a>.</p>
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		<title>REVOCATORIA FALLIMENTARE – AZIONE REVOCATORIA ORDINARIA 2</title>
		<link>https://iuris.mo.it/revocatoria-fallimentare-azione-revocatoria-ordinaria-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SIDO BONFATTI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 10:27:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[Revocatoria fallimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’azione revocatoria ordinaria rappresenta – insieme all’azione surrogatoria ed al sequestro conservativo – uno dei “mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale”, concessi ai creditori per conservare la consistenza del patrimonio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://iuris.mo.it/revocatoria-fallimentare-azione-revocatoria-ordinaria-2/">REVOCATORIA FALLIMENTARE – AZIONE REVOCATORIA ORDINARIA 2</a> proviene da <a href="https://iuris.mo.it">Studio Legale Prof. Avv. Sido Bonfatti</a>.</p>
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									<p>L’azione revocatoria ordinaria rappresenta – insieme all’azione surrogatoria ed al sequestro conservativo – uno dei “mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale”, concessi ai creditori per conservare la consistenza del patrimonio del debitore ai livelli presentati al momento della concessione del credito (artt. 2900 ss. cod. civ.). Il perseguimento di tale obiettivo è reso legittimo dal principio (art. 2740 cod. civ.) secondo il quale “il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri” principio che postula che i beni presenti nel patrimonio del debitore al momento dell’assunzione dell’obbligazione vi permangano sino al momento del suo adempimento, per lo meno in misura tale da non rendere la prospettiva di adempimento più improbabile.</p>								</div>
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		<p>L'articolo <a href="https://iuris.mo.it/revocatoria-fallimentare-azione-revocatoria-ordinaria-2/">REVOCATORIA FALLIMENTARE – AZIONE REVOCATORIA ORDINARIA 2</a> proviene da <a href="https://iuris.mo.it">Studio Legale Prof. Avv. Sido Bonfatti</a>.</p>
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		<title>REVOCATORIA FALLIMENTARE – DECADENZA DALL’AZIONE E COMPUTO DEI TERMINI</title>
		<link>https://iuris.mo.it/revocatoria-fallimentare-decadenza-dallazione-e-computo-dei-termini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SIDO BONFATTI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 10:25:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[COMPUTO DEI TERMINI]]></category>
		<category><![CDATA[DECADENZA DALL'AZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Revocatoria fallimentare]]></category>
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									<p>Secondo l’art. 2903 c.c., “l’azione revocatoria [ordinaria] si prescrive in cinque anni dalla data dell’atto”. Rispetto alla disciplina generale dell’istituto (artt. 2934 ss. c.c.) si registra pertanto: a) il dimezzamento del termine ordinario; b) la decorrenza del termine di prescrizione non già dall’incerto e soggettivo momento in cui “il diritto può essere fatto valere” (art. 2935 c.c.), bensì dalla data oggettiva nella quale è stato posto in essere l’atto revocando. La prescrizione, dunque, decorre – e può maturare integralmente – anche se il creditore ignora incolpevolmente il compimento da parte del debitore di uno o più atti depauperatori del suo patrimonio…</p>								</div>
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		<title>REVOCATORIA FALLIMENTARE – EFFETTI DELLA REVOCAZIONE</title>
		<link>https://iuris.mo.it/revocatoria-fallimentare-effetti-della-revocazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[SIDO BONFATTI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 10:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[Revocatoria fallimentare]]></category>
		<category><![CDATA[REVOCAZIONE]]></category>
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									<p>L’art. 70 l. fall. disciplina oggi gli “effetti della revocazione” (prima disciplinati dall’art. 71 l. fall., che conseguentemente è stato abrogato) ed in particolare prevede: 1 &#8211; la revocatoria dei pagamenti effettuati tramite intermediari specializzati, procedure di compensazione multilaterale o società fiduciarie, nei confronti “del destinatario della prestazione”; 2 &#8211; la limitazione della revocatoria degli “atti estintivi di posizioni passive derivanti da rapporti di conto corrente bancario o comunque rapporti continuativi o reiterati” alla sola “differenza tra l’ammontare massimo raggiunto dalle suepretese, … e l’ammontare residuo delle stesse…”; 3 &#8211; il diritto del soggetto convenuto in revocatoria di insinuarsi al passivo fallimentare per un importo corrispondente a quanto restituito al fallimento</p>								</div>
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